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Scanner intraorale

Ridurre i tempi d’attesa e d’azione, diminuendo il potenziale fastidio causato dalla pasta per impronte.

scanner intraorale - Dental Milano

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Scanner intraorale

Pasta da impronta. L’aspetto è invitante, sembra un chewingum. Ma l’illusione finisce subito e, il più delle volte, comincia il senso di soffocamento, un sapore non sempre gradevole. La bocca ben chiusa. Immobile, con la sensazione di essere tutt’uno con la poltrona. Ora la storia può cambiare!

La tecnologia medica ha fatto un nuovo passo avanti. La direzione è sempre la stessa, da anni: ridurre i tempi d’attesa e d’azione, diminuendo il potenziale fastidio causato dall’intervento del dentista. Lo scanner intraorale è l’ultimo traguardo. Si tratta di uno strumento dotato di telecamera che, grazie alla sua precisione ed efficacia, può rappresentare l’alternativa all’impronta dentale ottenuta con la pasta in alginato o silicone.

scanner intraorale

Scanner intraorale: cos’è e a cosa serve?

Una micro-telecamera, montata sullo strumento e opportunamente direzionata dall’odontoiatra, analizza e riproduce in 3D, su un monitor, il cavo orale del paziente: arcate, smalto e tessuti molli. L’impronta dentale digitalizzata serve a individuare immediatamente potenziali problemi e può essere inviata, in tempo reale, ai laboratori odontotecnici. È un modello perfetto della dentatura del soggetto in cura e sarà il punto da cui partire per la realizzazione di una protesi, un impianto e perfino di un apparecchio per allineare i denti.

Lo scanner intraorale viene infatti utilizzato anche nell’ambito dell’ortodonzia (tradizionale e trasparente), favorendo la messa a punto di apparecchi sempre più personalizzati, rispondenti alle esigenze del singolo paziente.

 

Impronta dentale: quali sono i potenziali fastidi?

Ogni persona è caratterizzata da una diversa forma del cavo orale. Quando serve avere un calco perfetto delle arcate, un dentista può utilizzare due strumenti: lo scanner 3D o l’impronta realizzata con un impasto in alginato o silicone. Quest’ultima pratica è molto diffusa, ma in alcune persone provoca una sensazione di soffocamento e nausea. Comunque un disagio. Anche l’azione di rimozione della pasta, pur eseguita con la massima cautela, comporta un leggero strattonamento, mal sopportato da alcuni soggetti. A questo si aggiunge, talvolta, la percezione di un gusto poco gradevole.

Scanner odontoiatrico: come migliora l’esperienza del paziente?

Lo scanner porta un doppio vantaggio: essendo meno invasivo rispetto allo strumento tradizionalmente utilizzato per ottenere un’impronta dentale, attenua il fastidio avvertito dal paziente; inoltre, migliora l’efficacia del piano di cura abbreviando i tempi dell’intervento e migliorando la qualità delle analisi necessarie a garantire il risultato migliore. Questo strumento, infatti, è in grado di realizzare un modello 3D del cavo orale in pochi istanti (minuti o secondi, in base alle diverse potenzialità tecniche dei modelli disponibili). Il dentista inserisce lo scanner nella bocca del paziente, visualizzando su uno schermo la forma delle arcate. La pigmentazione del dente viene riprodotta fedelmente, così da ridurre il margine d’errore nell’individuazione del colore quando occorre realizzare il materiale da utilizzare in un trattamento implantoprotesico.

scanner intraorale

Come avviene la scansione 3D durante la visita?

Se l’odontoiatra ritiene utile e opportuno ottenere un’impronta dentale, informa il paziente sulla tecnica che ritiene più idonea al suo caso. Quando vi sono le condizioni per procedere con la scansione 3D, si prepara lo strumento e si eseguirà la scansione del cavo orale dopo aver fatto accomodare la persona da esaminare sulla comoda, classica “poltrona del dentista”.

Il bello viene ora: in tempi brevissimi l’odontoiatra visualizza, su uno schermo, un modello 3D delle arcate orali: colore e forma dei denti sono riprodotti con assoluta fedeltà. Condividendo lo stesso schermo, il paziente può essere informato in tempo reale sul risultato dell’indagine. La scansione ottenuta viene ottimizzata dall’intelligenza artificiale del software in dotazione e può essere istantaneamente lavorata dall’odontoiatra. Una volta completato il processo, il modello potrà essere inviato al laboratorio odontotecnico competente, che provvederà a realizzare il materiale (impianto, protesi o apparecchio) necessario per l’intervento pianificato.